Ballarella e Lu Passagalle

Vacanze Romane
presenta


I Festival dell'Italia Centrale – Voci di Campania Molise Abruzzo


CIP, via delle Ciliegie 42 (P.Togliatti), Roma

Informazioni e Iscrizioni
°°°

Venerdi 9 Maggio dalle ore 21 -ingresso libero-

Incontro musicale

con Carlo di Silvestre etnomusicologo "Abruzzo: musica di tradizione in Terra di confine tra ricerca sul campo e riproposta".
Incontro sulla Ballarella del matese-campano
a cura dell’Ass. Cult. APPARTE organizzatrice del “Festival Nazionale della Ballarella” con il gruppo di ricerca de “I Portavoce della Tradizione del Matese”

°°°

Sabato 10 Maggio

Visita guidata nel cuore di Roma (ore 12)

Gli Stage (ore 15-19)
Ballerella del Matese con Debora, dantina e "I Quattu pizzi"
Organetto due bassi con Guerino Marchegiani (15-18)
Tamburello con Gianmichele Montanaro (15-18)



Doppio Concerto

(ore 22, ingresso a sottoscrizione)

Lu passagalle
I Portavoce della Tradizione del Matese


Mostra Fotografica di Angelo Maggio
Mostra Strumenti musicali Alfonso Toscano e Tar Music
Libri di Anima Mundi e Kurumuny


°°°

Domenica 11 Maggio


Visita guidata nel cuore di Roma (ore 10)

A partire dalle ore 15 -ingresso libero-

Proiezione documentario
"La zampogna tradizionale in Campania"


Presentano gli autori


Giuseppe Mauro e Gioacchino Raffone
A seguire

Musica tradizionale e saggio di Zampogne

°°°
E ancora..


Antico Presente: canti e suoni da Terra di Lavoro
Uno spettacolo sulla Tammurriata di Marcianise




Voce narrante: Maria Teresa Costagliola
Tammorra e tamburello: Franco Aimone, Angelo Colella
Canto, ballo, castagnette: Paola Pontillo, Francesca Tartaglione
Chitarra: Massimo Difuccia
°°°°
Lo Stage di Ballarella e di Tamburello sono a cura dell’Ass. Cult. APPARTE
con Gianmichele Montanaro (tamburello) e Dantina Grosso e Debora Malerba (danza) e Sandro Furno (chitarra)...
...in collaborazione con i rappresentanti del gruppo di danze tradizionali
“I QUATTU PIZZI”di Valle Agricola:
Gianni Pezza (organetto)
Rocco Riccio (voce e danza)
Pezzullo Antonietta (danza)
Antonio Riccio (danza)
Landi Fernanda (danza)

Una occasione unica di avvicinarsi a questa danza con l'esperienza di tanti insegnanti ognuno dei quali è depositario dei repertori coreutici della propria zona di origine.

°°°
Seminario sul Ddù bbottë, l’organetto abruzzese a due bassi

Insegnante: Guerino MarchegianiL’organetto abruzzese, chiamato in gergo ddù bottë, è presente in gran parte del repertorio regionale caratterizzato da musiche a ballo e da canti diversamente classificati.
In Abruzzo la saltarella rappresenta senza ombra di dubbio la forma musicale più diffusa e la si trova sia come musica a ballo (saltarello lenta o veloce) e sia come struttura ritmico-melodica su cui si improvvisano gli stornelli amorosi o di sdegno, satirici, d’invettiva ed erotici. Nella musica a ballo lo strumento viene impiegato per suonare la saltarella, la cotta, la spallata, la jisciana, la cioppicarella la zumparella nonché le polche, mazurche e quadriglie.
°°°

I Concerti

Lu passagallë presenta Addusùlë (ascolta)

“ il gruppo di punta per la riproposta della musica etnica abruzzese ”
( cit. World Music Magazine n.60, anno 2003 EDT )
Il gruppo di riproposta della musica tradizionale abruzzese Lu passagallë nasce a Pineto (TE) nel 1998. Da anni svolge un'intensa attività concertistica e seminari-studio presso teatri ed enti culturali in Italia e all'estero. Gli elementi che lo caratterizzano sono la riproposta di un repertorio tradizionale eterogeneo che scaturisce da un'approfondita indagine svolta sul campo, l'impasto timbrico raggiunto dalla selezione di strumenti popolari legati al contesto storico-culturale del territorio, l'emissione vocale e gli arrangiamenti posti tra stili di tradizionale e di innovazione. Della cultura marginale abruzzese Lu passagallë interpreta le storie, le leggende, i canti della religiosità popolare e del sentimento amoroso e di sdegno attraverso un linguaggio sonoro.

•Graziella Guardiani: canto, flauti, tamburi, castagnole
•Carlo Di Silvestre: chitarra romantica, chitarra battente, calascione, zampogna, voce
•Guerino Marchegiani. organetti a due e otto bassi, fisarmonica, voce
•Marco Giacintucci: mandola, mandolino, violino, ciaramella, zampogne, voce
•Fabio Di Gabriele: tamburi a cornice, percussioni
Per saperne di più visita il sito de Lu Passagalle.

°°°

I Portavoce della Tradizione del Matese

G.Michele Montanaro tamburello/voce
Sandro Furno chitarra/voce
Sascha D’Allestro flauto/voce
Gianni Pezza/ organetto
Dantina Grosso e Debora Malerba/ danza

Con l’intervento speciale dei canti sull’organetto di zì Antonio Mennillo di Gioia Sannitica e dei rappresentanti del gruppo “I QUATTU PIZZI” per la danza e il canto “a riana”.










Sito dell'Associazione APPARTE


Il Blog dei Quattupizzi
°°°°°°°°°°

Domenica pomeriggio a partire dalle ore 15 (ingresso libero)

Documentario "La zampogna in Campania"
Incontro con gli autori
A seguire..
Saggio musicale con zampogne

Il documentario in DVD “La zampogna tradizionale della Campania” è il prosieguo in immagini e sonoro dell’omonimo libro, di Giuseppe Mauro, già pubblicato nel 2003, ed andato esaurito in poco tempo. Quel libro raccolse tanti consensi perché documentava, con minuziose descrizioni e foto originali, come la zampogna in Campania venisse tutt’oggi impiegata – tradizionalmente - nell’arco di tutte le stagioni dell’anno.
Dalla primavera fino a Natale che è un momento conclusivo, ma non esclusivo di utilizzo dello strumento. Anzi in questo DVD alla suonata natalizia più nota, “la novena”, tanto conosciuta in ambito urbano, ma forse individuata come l’unica suonata per zampogna, sono stati dedicati solo due minuti, in una rara versione con doppia ciaramella.
Si è voluto riprendere e riportare un repertorio molto variegato e poco conosciuto: dalle suonate processionali primaverili ed estive a quelle per il ballo, ai canti devozionali, passando per serenate, ninna nanne e canti “a dispetto”.

Gli autori
Giuseppe Mauro, nato a Napoli nel 1959, si interessa di tradizioni popolari fin dal 1977. Ha studiato flauto traverso e suona svariati strumenti musicali tradizionali . Ha al proprio attivo la pubblicazione di due libri dedicati alla zampogna ed agli altri strumenti popolari , oltre ad un CD di musiche per zampogna, sempre della Campania. Fondatore del gruppo di musica di ispirazione tradizionale “Ancia Libera” e dell’omonima associazione culturale è stato più volte in tournèè, anche all’estero; è docente a contratto di corsi di insegnamento di strumenti tradizionali presso le scuole statali.

Gioacchino Raffone, nato a Castellammare di Stabia (NA) nel 1952, da oltre un decennio suona la zampogna, iniziando da autodidatta. Nel 2005 ha realizzato il primo metodo, in DVD, per costruire ed intonare le ance di zampogna. Concertista e costruttore di ance di rinomanza nazionale è consulente presso festival e rassegne folkloriche. Tra le sue intuizioni musicali più apprezzate va menzionato il connubio tra zampogna e launeddas: per questi strumenti, primo in assoluto, ha rielaborato un vasto repertorio di suonate tradizionali .

Visita il loro SITO

C 2007 by Edizioni Ancia Libera Via G.Tropeano 48 – 80131 NAPOLI
Tel. 081 770.13.02 340 25.05.142 info@zampognari.org

°°°°°°°°°°°°°°°

Domenica pomeriggio, a seguire:

Antico Presente: canti e suoni da Terra di Lavoro
Uno spettacolo sulla Tammurriata di Marcianise
Voce narrante Maria Teresa Costagliola
Tammorra e tamburello Franco Aimone, Angelo Colella
Canto, ballo, castagnette Paola Pontillo, Francesca Tartaglione
Chitarra Massimo Difuccia


Il gruppo musicale Antico Presente nasce dalla passione di alcuni giovani della città di Marcianise per la musica, i canti e il ballo popolare del territorio casertano.
Attraverso la fusione di suoni di chitarra, tammurro e castagnette il gruppo propone una raccolta di canti a distesa, canti a dispetto, serenate e ritmi di “ballo n’copp o’ tammurro” della città di Marcianise e di altre zone dell’area casertana. Lo spettacolo degli Antico Presente offre la possibilità di sentire e vivere l’energia dell’antico mondo popolare, dove la musica è intesa sia come momento di svago sia come strumento di narrazione di fatti e storie di vita reale quotidiana, che come tale alterna momenti di gioia e malinconia.
Il gruppo presenta un documentario e foto sulla produzione della canapa, su cui per decenni è stata incentrata l’economia dell’antico territorio di Terra di Lavoro: alcune fasi della lavorazione, come quella della “maciulliatura” (stigliatura della canapa) di questa fibra costituivano in passato anche occasioni di ritrovo per donne e uomini, durante le quali le donne usavano intonare vecchie nenie, in coro, mentre nei paraggi qualche spasimante cercava lo sguardo dell’amata.
Da qui un viaggio-spettacolo attraverso un tempo che, per quanto storicamente lontano, appare invece magicamente presente.